Gruppo Italiano Tecniche Imagerie Mentale

Scuola Italiana di Psicoterapia

per le Tecniche Immaginative di Analisi e Ristrutturazione del Profondo

Fasi della terapia

Vi sono due aspetti fondamentali: la teorizzazione psicoanalitica e la psicologia analitica Junghiana per quanto riguarda l’aspetto diagnostico e interpretativo, l’uso dell’Imagerie Mentale per quanto riguarda il metodo. Per quanto riguarda la concettualizzazione questa è riferibile alla concettualizzazione psicoanalitica, particolarmente utile nella fase di cura in cui si elaborani le carenze e i conflitti e la l’esperienza Junghiana nella fase successiva della “cura” .

L’ITP ha un duplice scopo o meglio una duplice possibilità: uno scopo eminentemente di soluzione delle problematiche  e uno scopo più legato all’espansione alla crescita della persona : non solo  la liberazione dal sintomo, ma la riorganizzazione della personalità.

La cura  con il metodo ITP si articola in due parti: una “parte terapeutica”, comprendente le fasi “ristrutturante” e “conflittuale” in cui si affrontano gli aspetti carenziati e conflittuali del Soggetto, e una successiva “parte psicagogica”, comprendente una fase ”archetipica“ che consente la maturazione della personalità, e che, con un percorso simile al “processo di individuazione” Junghiano, porta la persona verso la propria centralità e integrazione. Nella “parte terapeutica” avviene generalmente in primo momento (“fase ristrutturante”) la ristrutturazione dello schema corporeo e una riparazione delle carenze e dei traumi vissuti dal soggetto, che si ottiene con la tecnica delle “regressioni di età” e con le “realizzazioni simboliche”.

Tale procedimento si ispira a Sechehaye (1954), che proponeva la terapia del “maternage”, in cui si attua il soddisfacimento dei bisogni attraverso la loro “realizzazione simbolica”. Nell’ ITP si attua un buon maternage riparatore, che permette  una  ristrutturazione anche a livello fetale: attraverso l’esperienza fondamentale di una buona cenestesi il paziente può sperimentare la coesione del Sè, l’integrità e l’unità corporea, e può viversi veramente come un individuo separato psicologicamente e pertanto “individuato” (“individuazione” e “separazione” di M. Mahler).

Nel superamento della conflittualità si stabilisce una “capacità di autocura” che porta il soggetto verso la propria autonomia e libertà. L’ITP è dunque una “psicoterapia dell’autosviluppo”, ottenuto utilizzando le risorse dell’immaginario creativo.

l’ITP e’ un approccio terapeutico che può essere proposto sia a livello individuale che di gruppo.

La modifica del fondo fantasmatico, al di là e oltre la soluzione del sintomo, apre l’uomo verso una evoluzione personale, verso comportamenti meno egocentrici, verso una maggior espansione della persona.

In seguito, nella “parte psicagogica” della cura con ITP, emergono (“fase archetipica”) le figure archetipiche descritte da Jung, quali l’anima e l’animus, le figure Mana, il Mandala, il Sè (in senso Junghiano) .

Quando il Soggetto è giunto a sperimentare il Centro della sua Persona possono manifestarsi stati particolari quali gli “stati luce”, l’uscita dall’Immaginario, l’esperienza del silenzio e della trascendenza (tali stati molto particolari sono stati ben descritti da L.Rigo).

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