Gruppo Italiano Tecniche Imagerie Mentale

Scuola Italiana di Psicoterapia

per le Tecniche Immaginative di Analisi e Ristrutturazione del Profondo

Presupposti teorici: Immagine Mentale

L’utilizzo dell’Immagine Mentale L’IM è il mezzo fondamentale utilizzato dall’ITP (e in generale dalle “Tecniche Immaginative”), analogamente alla “associazione libera” nel metodo psicoanalitico e alla “immaginazione attiva” nella Terapia Analitica Junghiana.

L’immagine mentale è un processo del pensiero non una tecnica.

Lo stesso Freud, assegnando un primato al pensiero verbale rispetto al pensare per Immagini, riconosce che l’Immagine è molto  più vicina al  processo inconscio e  afferma: “il pensare per immagini ….. è solo una forma molto incompleta di diventare conscio… in qualche modo sta più vicino ai processi inconsci”.

Leopoldo Rigo spiega (nell’articolo “La psicoterapia dell’Immagine”, 1962) che “l’attività immaginativa, nel suo stretto rapporto con l’attività sensoriale, precede geneticamente le rappresentazioni astratte del pensiero ….. così l’Immaginazione, prodotto più immediato del linguaggio, precede geneticamente quest’ultimo e ne è una condizione”. Rigo sottolinea ancora come “l’immaginare è legato e quasi identificabile alle immagini visive e queste sono collegate a situazioni concrete con tutte le loro implicazioni emotive e sentimentali, mentre il pensare è sempre legato al linguaggio, che può anche non essere accompagnato da immagini ed è in ogni caso corrispondente ad un modo di essere molto più distanziato dalla situazione e meno carico di elementi emotivi”.

Dall’esperienza clinica emerge la constatazione che in seguito al rilassamento all’isolamento sensoriale  si attua una situazione – o meglio uno stato – tra la veglia e il sonno, con un alto livello di coscienza e una bassa vigilanza.

Questo è il livello ottimale ,tra la veglia e il sonno (stato di reverie) per il libero fluire delle immagini mentali in cui il soggetto  è in uno stato vigile, non ipnotico. veglia. E’uno stato in cui si attenuano le difese e il controllo razionale e si mette in moto l’imagerie mentale (per Virel. Onirodramma)

Con la rottura delle barriere intrapsichiche tra conscio e inconscio conseguente allo stato di rilassamento profondo e di isolamento sensoriale con la messa in moto del processo immaginativo, spesso opportunamente sostenuto dal terapeuta, vengono ad essere presenti al soggetto che prova – Io che prova – livelli emotivi profondi. Possono emergere “radici fantasmatiche” di origine precocissima che si configurano con il carattere concreto dell’esperienza vissuta. E’ impegnata tutta la sensorialità, in primo luogo quella propriocettiva; l’Immagine porta con sè tutto il vissuto del soggetto: è cenestesica, chinestesica e labirintica e poi tattile, uditiva e visiva; la partecipazione emotiva è in genere molto intensa.

Le immagini hanno il carattere concreto e presente della cosa vista, sentita, vissuta – non diversamente da una cosa vera. “Tutti possiamo avere come confronto l’esperienza del sogno. Mentre sogniamo non sperimentiamo solo immagini visive: quando una persona prova ansia, prova anche un senso di costrizione, mentre se un sogno è gioioso, si prova anche un senso di dilatazione”)... Il Soggetto o la “parte che prova”, alla presenza dell’analista che ascolta empaticamente, vive stati d’animo ed emozioni che riattualizzano, le sue vicende.

L’esperienza viene vissuta attraverso la “immagine autorappresentativa del soggetto” o  ”Io corporeo immaginario” (Virel), a cui il Soggetto si sente identificato a livello emotivo e corporeo, provando tutte le diverse sensazioni: cenestesica, chinestesica, labirintica, tattile, uditiva e visiva, come nella vita reale e come nel sogno.

L’Io corporeo immaginario si muove nello scenario immaginario, anch’esso proiezione di stati emozionali e psichici che rappresentano carenze, difese, conflitti tra istanze Le Immagini si organizzano in scene, all’interno delle quali il Soggetto vive e rivive in maniera “drammatica” veri stati d’animo e reazioni emotive. Il soggetto può esplorare un bosco, essere sommerso da una palude incontrare difficoltà di ogni genere, provare ansia e inquietudine di fronte ad un ambiente misterioso come pure vivere le sensazioni più gratificanti

. Le Immagini derivano dal mondo interno del Soggetto (fantasmi e archetipi) e sono autorappresentative della struttura dinamica e in genere dello stato della personalità.esprimonola storia carenziale e conflittuale del soggetto.

Per questo si parla di immaginario concreto. Infatti questo modo di intendere l’immaginario è molto corporeo e poco somigliante ad una concezione fantasiosa evasiva, quale talvolta viene assegnata all’immaginario da chi ha poca dimestichezza  e pratica con questa fondamentale facoltà presumibilmente solo  umana.

L’IM, pertanto, si distingue nettamente dalle comuni “fantasie” di tipo evasivo o difensivo, che sono del tutto insignificanti a livello terapeutico

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